STEP #02 - Il nome

Perché Fiat 500?

Spesso osservando un’auto, che sia essa moderna o d’epoca, il nostro occhio cade sul nome del modello. Gli appellativi con cui le case di produzione etichettano le proprie autovetture sono molto vari, alle volte bizzarri ma efficaci, altre volte semplici e sterili sigle o numeri che, nella maggior parte dei casi, fanno riferimento a serie o cilindrate ben specifiche.

È lecito a questo punto chiedersi:

Perché Fiat 500?

Fiat 500 F esposta al MoMA in "The Value of Good Design"

Volendo essere precisi, si dovrebbe parlare di Fiat Nuova 500. Bisogna infatti ricordare che la prima vera 500, nota a tutti con il nome di Fiat Topolino, era stata lanciata nel 1934. Questa doveva essere la macchina che, secondo l’idea del regime fascista, distinguendosi tra le altre per il prezzo accessibile ai più, avrebbe dovuto permettere la motorizzazione di massa del “Bel Paese” già a partire dagli anni ’30. Si può dire che tale obiettivo della politica del duce non si concretizzò mai appieno. Da un lato il prezzo dell’autovettura rimase sempre alto rispetto alle disponibilità economiche della maggior parte degli Italiani, dall’altro, con l’avvento della Seconda Guerra Mondiale (in cui l’Italia è entrata nel 1940), si assistette al repentino blocco di molti sviluppi d’impresa a favore dell’industria bellica.

Si dovrà aspettare il boom economico dei primi anni ’60 per una reale motorizzazione di massa su scala nazionale. Proprio in questi anni di grandi mutazioni fa la sua comparsa sul mercato automobilistico la rivoluzionaria Fiat Nuova 500, prodotta a partire dal 1957. L’obiettivo primario della Fiat con la creazione della Nuova 500 era quello di produrre una superutilitaria che potesse soddisfare i bisogni della più ampia fetta di mercato possibile.

Logo Fiat Nuova 500

Tale obiettivo venne centrato in pieno grazie ad alcune caratteristiche chiave, richiamate dallo stesso nome dell’autovettura. 
  • Il primo punto focale è il prezzo, che era di poco al di sotto delle 500 mila lire. Una cifra pari a circa 13 stipendi di un operaio. Prezzo tutto sommato accessibile per poter coronare il sogno di possedere un’automobile, a maggior ragione in un’epoca di cambiamento come gli anni ‘50 e ‘60.
  • Il secondo punto, anch’esso ben ricordato nel nome, è la cilindrata della Fiat 500. Si tratta per l’appunto di una 497cc che monta un piccolo motore a due cilindri raffreddato ad aria, sinonimo di affidabilità e di bassi consumi.
Il resto è storia. Entrata nel cuore di milioni di Italiani, la piccola-grande invenzione della casa torinese iniziò ad assumere i nomignoli più disparati, famoso tra tutti l’iconico “cinquino”. La fama della 500 riuscì addirittura a superare i confini della penisola e, nei molti paesi esteri in cui riscosse successo, continuò semplicemente ad essere chiamata 500, nome evocativo dello stile e della qualità unici dei prodotti Made in Italy.







Fonti

Bibliografia

(Deganello 2007): Elvio Deganello, Le vetture che hanno fatto la storia. Fiat 500, Milano, Giorgio Nada Editore: 2007

(Deganello 2008): Elvio Deganello, Le vetture che hanno fatto la storia. Fiat 500 Topolino, Milano, Giorgio Nada Editore: 2008

(Lamartora 2019): Enzo Lamartora, FIAT 500. A love story, Pubblicazione indipendente: 2019

Immagini

(Fiat 2018): Fiat 500 esposta al MoMA (Museum of Modern Art) di New York nella mostra "The Value of Good Design"https://www.fiat.it/news/fiat-500-esposta-al-moma-new-york <ultimo accesso 13/01/2022>

https://www.gettyimages.it/

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